|
|
 |
|
|
|
L'idea
di creare in Verona una Fondazione museale con sede
nel palazzo Miniscalchi, trasformando la dimora gentilizia
in museo, maturò nella prima metà degli
anni Cinquanta nell'ultimo rappresentante del casato,
il conte Mario. Egli, privo di discendenza diretta,
volle preservare al decoro cittadino, da una dispersione
altrimenti inevitabile, sia l'antica dimora sia le collezioni
attinenti all'arte e alla storia in essa conservate,
collegandosi idealmente agli esempi antichi e prestigiosi
delle Fondazioni Poldi Pezzoli di Milano, Querini Stampalia
di Venezia, Horne e Stibbert di Firenze.
Il conte Mario Miniscalchi fece obbligo col proprio
testamento alla propria erede universale, figlia del
fratello Emilio, di costituire una Fondazione a scopo
educativo e culturale da intitolarsi "Museo Miniscalchi-Erizzo".
Ad essa egli lasciava a titolo di legato l'avito palazzo
di via San Mammaso e il grandioso edificio classicheggiante
di via Giuseppe Garibaldi, nonché parte degli
arredi e le collezioni di interesse storico, artistico,
archeologico in esso contenute, dettando altresì
le norme dello statuto che avrebbe dovuto reggere la
Fondazione. Tutto il dispositivo testamentario fu subordinato
a usufrutto in favore della consorte del conte. Questi
morì il 12 novembre 1957. Grazie all'assiduo
interessamento dell'arch. prof. Piero Gazzola, allora
Soprintendente ai Monumenti di Verona, la Fondazione
"Museo Miniscalchi-Erizzo", che era stata
costituita il 30 aprile 1964, venne eretta in ente morale
dal Presidente della Repubblica Italiana con decreto
n. 694 del 30 aprile 1965.

Raffigurazione allegorica delle
nozze tra Marcantonio Miniscalchi
e Teresa Moscardo (1785): la sposa portò in dote
ciò che rimaneva
del domestico museo dell'avo Ludovico Moscardo.
|
|
La
Fondazione divenne giuridicamente operante, entrando
nel possesso dei beni ad essa legati, alla morte della
vedova del conte Mario il 25 marzo 1977.
La primitiva, suggestiva ipotesi di creare un museo
d'ambiente si dimostrò ben presto irrealizzabile
sia per il numero molto esiguo degli arredi e dei complementi
d'arredo domestico legati alla Fondazione sia per la
loro eterogeneità. L'attenzione si spostò
allora più segnatamente sulle raccolte tramandate.
Grazie a una laboriosa schedatura preliminare degli
oggetti fu possibile accorpare l'imponente materiale
entro alcune sezioni principali: grafica antica, bronzistica
rinascimentale, arte sacra, archeologia, armi e armature
antiche, arti decorative, numismatica e sfragistica,
pittura, arredi, libri, archivio. Ogni sezione, poi,
fu a sua volta articolata in rapporto sia alla tipologia
sia alla cronologia degli oggetti in esposizione.
Giova precisare, a questo punto, l'origine delle raccolte
pervenute alla Fondazione. Si tratta di collezioni eclettiche,
diversamente confluite nella famiglia Miniscalchi nell'arco
di oltre tre secoli . Il nucleo principale e più
antico è rappresentato da moltissimi oggetti
appartenuti al domestico "museo" - oggi lo
si definisce cabinet des merveilles - di Ludovico
Moscardo (Verona, 1611-1681). Vi sono poi altri nuclei
di provenienza che rimandano a famiglie che storicamente
si legarono in parentela con i Miniscalchi, come gli
Erizzo e i Pullè.
Resti di affreschi dei secc. XIII e XIV in un passaggio
del pianterreno.
|
|
È evidente
che un "Museo Miniscalchi-Erizzo" non è
mai esistito, dal momento che le collezioni approdarono
nel palazzo attraverso i meccanismi, spesso complicati,
delle successioni ereditarie tra nobili famiglie e non
sono legate alla personalità di un unico collezionista,
alle sue scelte, al suo gusto.
Si spiega bene, dunque, il carattere eclettico delle
raccolte e si intuisce il lungo lavoro filologico compiuto
per ricercare all'interno di esse alcuni fili conduttori
seguendo i quali creare un vero museo, nuovo di zecca,
con quanto era stato variamente tramandato nel tempo.
Una volta abbozzato il piano organico delle sezioni
del costituendo museo, si rese necessario un non meno
attento studio nel rapporto tra il contenitore - cioè
le stanze del palazzo, abitate dalla famiglia fino al
1977 - e i contenuti, al fine di integrare armonicamente
l'uno con gli altri, senza dimenticare, nel progetto
di sistemazione scientifica delle collezioni, di conservare
per quanto possibile il sapore della dimora nobiliare
agli ambienti che nei secoli avevano svolto funzioni
residenziali.
Il Museo Miniscalchi venne inaugurato solennemente il
30 marzo 1990 dopo lunghi anni di lavoro, che videro
la Fondazione impegnata su più fronti: i restauri
architettonici e ambientali, quelli artistici, gli allestimenti,
la dotazione di impianti a norma necessari nella trasformazione
del palazzo da casa privata a luogo aperto al pubblico;
il tutto passando attraverso la graduale riqualificazione
del proprio patrimonio immobiliare dai cui cespiti la
Fondazione trae le risorse che consentono il funzionamento
del museo stesso.
|
|
| |
|
 |
|
 |
 |

©
2001 Copyright Fondazione Museo Miniscalchi Erizzo
|
 |
|
 |
|
 |
|