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Lo
scalone fu costruito a servizio dell'aggiunta ottocentesca
del palazzo.
Diciotto dipinti, incassati in cornici di stucco,
diversi per soggetti, epoche, qualità pittoriche
e dimensioni, arredano le pareti con prevalente
funzione decorativa. Lungo lo scalone sono esposte
anche due armature ornamentali forgiate nel sec.
XIX a imitazione di modelli del Cinquecento.
Lo scalone.
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Ai
piedi dello scalone è collocata un'acquasantiera
bizantina del VI secolo d.C. decorata con un tralcio
d'edera e percorsa da un'iscrizione che recita:
"attingete l'acqua con gioia" (Isaia,
12, 3) "poiché sopra le acque [è]
la voce del Signore" (Salmi, 28, 2-3). L'acquasantiera
proviene dalla chiesa dei S.S. Marco e Andrea di
Murano (VE) assieme ad un'altra analoga, ora conservata
nel Museo Provinciale di Torcello (VE). Ludovico
Moscardo l'acquistò per il proprio "Museo"
e lì la vide Jean Mabillon, a Verona nel
maggio 1685, che tanto ne fu colpito da illustrarla
con una tavola nel suo Iter Italicum (ed.post.,
Parigi 1724, I, pp.22-24). Il coperchio, scolpito
con foglie d'acanto, è un'aggiunta posteriore
dovuta al Moscardo.

Acquasantiera bizantina
in marmo (sec. VI d.C.).
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