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L'arredo
della sala è limitato a una bella console
veronese della metà del Settecento e a quattro
dipinti seicenteschi raffiguranti il mito di Flora,
attribuiti a Federico Cervelli (1638-1700), donati al
Museo in occasione della sua apertura al pubblico.

Uno scorcio della sala.
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Otto
vetrine presentano un'antologia delle raccolte archeologiche
del Museo: bronzetti etrusco-italici, paleoveneti e
romani, vetri di scavo, terrecotte di uso domestico.
Di singolare bellezza è il Kouros peloponnesiaco
in bronzo della seconda metà del sec. VI a.C.,
cui si accostano per qualità due statuette etrusche
di offerenti, rispettivamente del VI e del V sec. a.C.

Statuetta d'"Offerente"
(arte etrusca, metà VI sec. a.C.)
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Tra
i vetri di scavo, eccezionali per conservazione e dimensioni,
emergono una rara lagoena della prima metà
I sec. d.C. e un'hydria del I-II sec. d.C., entrambe
in vetro trasparente color turchese soffiato liberamente
(Italia Settentrionale).

Lagoena (metà I sec. d.C) e hydria (I-II sec.
d.C).

Grande Lucerna bilichne romana (I-II sec. d.C.).
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